Non siamo mai stati né di sinistra né di destra. Per noi un Paese non è metà della sua popolazione che si combatte ferocemente contro l'altra metà, fomentata localmente da partiti rivali. Un Paese è una nazione, non due fazioni di un corpo elettorale, dormiente per quattro anni, che si risvegliano durante tre settimane di frenetica campagna politica.
Un'epoca prodigiosa, in cui i nostri padri dovevano solo seguirci, in cui, ovunque, giovani dagli occhi e dai denti da lupo si alzavano, balzavano in avanti, vincevano e si preparavano a cambiare il mondo.
Siamo il popolo di una nazione, di una terra, di un passato. Potremmo non saperlo. Potremmo cercare di dimenticarlo. Ma gli eventi ci riportano rapidamente alle fonti della nostra vita.
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