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Rassegna settimanale · Pillole da Buonconvento

Pillole da Buonconvento

Il cronoprogramma dei lavori sul ponte sullo Stile, lungo la statale 34 per Murlo, è andato completamente a farsi benedire: mesi di ritardo, polvere, deviazioni malridotte e un territorio che continua a pagare il prezzo della lentezza.

Buonconvento · Statale 34 per Murlo
IMMAGINI DI OGGI, GIUGNO 2026. Il “famoso” cronoprogramma è andato a farsi benedire.
Rassegna settimanale: pillole da Buonconvento

Un ponte che non c’è ancora

Buonconvento, statale 34 per Murlo, ponte sullo Stile. A oltre mesi dal previsto completamento dei lavori, una nuvola di polvere da pista libica copre un ponte che non c’è. La nube è visibile perfino da Montalcino e riguarda tutti: buonconventini, corrieri, trasportatori, mezzi di soccorso e turisti, costretti a percorrere una deviazione piena di buche e di nervi tesi.

I due operai che ogni tanto si vedono, su una squadra stabilmente ridotta a tre persone, fanno quello che possono. Ma il cantiere appare spesso deserto, salvo rare occasioni in cui si nota una presenza un po’ più nutrita. Nel frattempo l’estate passerà nel modo indegno riservato alle opere inutili.

Anni di disagi per due ponti che i nostri nonni avrebbero sostituito in tre domeniche, per due corsi d’acqua insignificanti sotto il profilo del volume idrico ma evidentemente molto utili sotto il profilo degli appalti.

Il teatrino delle responsabilità

Alle proteste legittime, gli “gnomi” di via Soccini rispondono dando la colpa alla Provincia; la Provincia, a sua volta, rimanda all’impresa; l’impresa richiama i bonifici in ritardo; e così via, in un infinito scarico di responsabilità che non produce alcuna soluzione.

Intanto è il territorio a pagare il prezzo della lentezza e, crediamo, dell’incapacità istituzionale. La storia si trascina da troppo tempo e ha stancato chiunque viva o lavori da queste parti.

Una domanda che resta aperta

Che facciamo? Facciamo finalmente finire questo teatrino di veri e propri scarichi di responsabilità?

Questa storia infinita ha davvero stancato chiunque. E proprio per questo non può essere trattata come una semplice seccatura locale: riguarda la credibilità di chi amministra, la pazienza di chi subisce e il diritto di un territorio a non essere lasciato in sospeso per anni.

Tag essenziali

  • Buonconvento
  • Murlo
  • Statale 34
  • Ponte sullo Stile
  • Lavori pubblici
  • Disagi
  • Provincia
  • Appalti

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Azione territoriale · Sarteano · 2026

CasaPound: Riconquista Sarteano

Tesserati a CasaPound — lotta per il tuo territorio

· CasaPound · Il Selvaggio — Siena · Sarteano, Siena

L'azione alle porte del centro storico

È con uno striscione affisso dai militanti di CasaPound alle porte del centro storico di Sarteano che l'organizzazione lancia un appello diretto agli abitanti del territorio: schiararsi, lottare, riconquistare.

«CASAPOUND: RICONQUISTA SARTEANO, TESSERATI A CASAPOUND!»
Lo striscione, visibile all'ingresso del centro storico, è il segnale di una presenza militante concreta e radicata nel territorio della Val di Chiana senese.

Tesseramento CasaPound Italia 2026

CasaPound invita gli abitanti sarteanesi a tesserarsi a CPI per l'anno 2026 — un atto concreto di appartenenza e di lotta per il proprio territorio. Tesserarsi significa scegliere da che parte stare, smettere di guardare e cominciare ad agire.

Per avere la tessera e iniziare a lottare con i militanti di CasaPound è sufficiente contattare il referente sul territorio:

Referente territoriale — Sarteano 347 705 3938

Invia un messaggio per ricevere la tessera e tutte le informazioni.

Politica locale · Buonconvento · 27 maggio 2026

CasaPound a Buonconvento:
«Carabinieri sfrattati, spacciatori assicurati»

Uno striscione davanti alla caserma abbandonata di Via Soccini per accendere i fari su una grave mancanza per il territorio buonconventino.

· CasaPound · Il Selvaggio — Siena · Buonconvento, Siena

L'azione e il suo significato

Uno striscione affisso davanti alla caserma oramai abbandonata di Via Soccini: questa l'azione con cui CasaPound ha voluto accendere nuovamente i fari su quella che a tutti gli effetti è una grave mancanza per il territorio buonconventino.

Quando i carabinieri furono sfrattati de facto dalla temporanea caserma di Via Soccini, sembrava cosa da poco. Solo con il tempo la cittadinanza ha preso coscienza che senza un presidio di sicurezza dello Stato, il territorio — qualsiasi territorio — rimane esposto e quindi indifeso.

Carabinieri sfrattati, spacciatori assicurati.

Il territorio senza presidio

Buonconvento soffre di qualche episodio raro di piccola criminalità, qualche vandalismo giovanile e niente di più. Ma sappiamo anche che nei suoi boschi si spaccia alla grande, che in paese girano più sostanze illegali di quanto si creda, e che essere attraversati dalla Cassia significa anche transiti poco raccomandabili — con il rischio concreto che qualcosa di sgradevole accada.

La sicurezza di una comunità non si calcola in fortuna ma in prevenzione, in tempi credibili di reazione, in iniziative investigative e repressive e in professionalità. È meglio protestare oggi per un disservizio vergognoso che piangere domani.

Buonconvento esige la sua caserma

Buonconvento vuole — anzi esige — la sua caserma. Rifiuta di continuare a perdere punti di riferimento e certezze. Respinge la desertificazione, l'effetto dormitorio, l'abbandono progressivo dei servizi essenziali che rendono vivibile un territorio.

Pare che il Comune non riesca a trovare una sede adatta alla caserma. Eppure sappiamo con certezza che basterebbe un minimo di buona volontà amministrativa per individuare, tra le tante soluzioni possibili, una sede papabile. La volontà politica, in questo caso, sembra essere la risorsa più scarsa.

Tredici chilometri di distanza operativa

I Carabinieri di Buonconvento sono attualmente posteggiati a Monteroni d'Arbia, a oltre 13 chilometri da dove dovrebbero essere, con un forte disagio operativo e personale che si traduce direttamente in tempi di intervento allungati e in una presenza sul territorio drasticamente ridotta.

Tredici chilometri non sono una distanza trascurabile quando si parla di sicurezza pubblica. Sono minuti preziosi in caso di emergenza, sono chilometri di pattugliamento mancato, sono la differenza concreta tra un presidio reale e una presenza nominale sulla carta.

Una vergogna gestionale, non dell'Arma

È arrivato senz'altro il momento di intervenire su una vergogna gestionale della cosa pubblica che non dipende certamente dall'Arma dei Carabinieri — la quale ha fatto e continua a fare il proprio dovere nelle condizioni date — ma da una mentalità pericolosa dell'amministrazione buonconventina, incapace o non intenzionata a risolvere un problema che dura ormai da troppo tempo.

La responsabilità è amministrativa e politica. Va nominata come tale, senza eufemismi.

CasaPound · Circolo culturale "Il Selvaggio" — Siena
Via Santa Caterina 54 · 53100 Siena (SI)
Comunicato del

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RASSEGNA SETTIMANALE: PILLOLE DA BUONCONVENTO 04/04/2026- LA CONGIURA Da tempo si desiderava indicare la scandalosa situazione della jungla di fili elettrici, centraline di plastica lampade da garage, prese d'aria ecc. fissate nella quasi totalità del borgo in spregio vergognoso della integrità estetica e strutturale del paese. Un vero insulto culturale sul quale non solo non si interviene ma che al contrario, pare aumentare nel tempo. Già siamo reduci dalle recenti trapanazioni dell'opera muraria di via Soccini praticate per ospitare i tiranti utili a reggere un ambizioso quanto assurdo lenzuolo arcobaleno. Siamo costretti a convivere da decenni con una scandalosa architettura residenziale extra-muraria circa la quale e' ormai tardivo protestare, cosi' come si convive con la mancata valorizzazione e spesso l'abbandono delle molte strutture di pregio architettonico altrove invidiatissime. Viviamo, inoltre, con l'angoscia della prospettiva di essere circondati da una muraglia di cemento armato spacciata per un argine e di vedere sviluppare, a qualche decina di metri dalle mura medievali che guardano alla Cassia, una folle sopraelevata in stile californiano. Ci chiediamo se si tratti di una congiura per distruggere Buonconvento o della semplice dimostrazione di una lampante stupidità gestionale! Tornando alle matasse di fili "Appiccicate" ai muri del Borgo. Chiediamo l'immediato studio di razionali soluzioni alternative per mettere fine allo scempio una volta e per tutte.
27 marzo 2026-LA RASSEGNA SETTIMANALE: PILLOLE DA BUONCONVENTO. IL SASSO IN BOCCA. Buonconvento non è certo un caso isolato di “Deserto partecipativo” ma ne rappresenta un buon esempio. Il Comune di 3000 abitanti riproduce una formula purtroppo diffusa nella quale una cittadinanza intera delega per stanchezza ad un potere politico vecchio di ottanta anni il proprio destino. Un potere a suo modo inflessibile che lega a se stesso la cittadinanza attraverso una comoda e diffusa paura del nuovo ma anche ad una rete fitta di minuscoli interessi privati i quali generano a loro volta un clima di minaccia sottintesa per i disobbedienti. Niente di eclatante..ma la piccola commessa sfugge, il servizio viene negato, la licenza viene discussa, la critica viene espressa sottovoce al bar per “non rischiare”. Insomma l’Italia profonda conosce fin troppo bene quel clima e soprattutto quella mentalità , la stessa che portata all’estremo è costata molto alla Nazione sul piano del principio di legalità ma anche delle vite sacrificate dei suoi figli migliori. L’opposizione, alla quale spetterebbe il compito di contrastare quel particolare Sistema viene castrata facilmente sventolando quell’antifascismo in assenza di Fascismo e che chiude la bocca a chi chi mette in discussione il Palazzo del potere locale, a chi non si allinea con il diktat del pensiero che si vorrebbe unico. Condizioni difficili, quasi impossibili per quelle piccole iniziative cittadine spontanee, semmai apartitiche che servono a indicare le vere problematiche di fondo della cittadinanza, quelle che la Giunta non vuole o non può trattare. I Comitati spontanei nascono e muoiono nei piccoli centri per isolamento e per ostilità ma soprattutto per mancanza di coraggio, quello che serve per andare contro corrente in una palude di vecchie complicità clientelari. Da qui il ”Deserto Partecipativo” al quale si accennava e quindi il disimpegno, lo stesso che favorisce da sempre i Padroni del Vapore nella loro tracotanza di casta.
19 marzo 2026-TESSERAMENTO E RUBRICA SETTIMANALE: CASAPOUND CONTINUA LA SUA ATTIVITÀ A BUONCONVENTO. È con uno striscione, affisso dai nostri militanti alle porte del centro storico del Borgo, che CasaPound invita gli abitanti di Buonconvento a riconquistare e lottare per il proprio territorio anche attraverso al tesseramento a CPI per l'anno 2026. Cogliendo l'occasione di questo ennesimo anno di lotta e presenza sul territorio, inoltre, annunciamo la nascita di una rubrica che uscirà a cadenza settimanale sui nostri canali Telegram, Facebook ed Instagram. Nella rubrica, che sarà gestita e curata direttamente dai nostri militanti buonconventini verrano trattate tematiche politiche, segnalazioni e tanti progetti per il Paese che Noi immaginiamo e per un territorio, quello comunale, che potrebbe tornare ad essere, senza troppa difficoltà, il fiore all'occhiello dell'intera Provincia di Siena. UNISCITI A NOI!

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