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Il Selvaggio: “Il Giorno del Ricordo, tra silenzio e censura nel senese”

Il Selvaggio: “Il Giorno del Ricordo, tra silenzio e censura nel senese”

Il comunicato dell’Associazione Culturale

Intervento sulle mancate commemorazioni

L’Associazione Culturale Il Selvaggio interviene sulla questione delle mancate commemorazioni in molti Comuni della provincia di Siena, ricordando come il 10 Febbraio, Giorno del Ricordo, si riveli ancora una volta occasione di silenzio, omissione e reticenza.

“Nel Giorno del Ricordo ci troviamo tristemente di fronte, per l’ennesima volta, allo starnazzare stridulo dei nemici d’Italia”.

Queste sono le parole pronunciate da **Marzio Fucito**, responsabile dell’Associazione Culturale Il Selvaggio, nel commentare lo stato di commemorazione in ambito senese.

“A distanza di due anni dalla nostra richiesta di inserimento in toponomastica per onorare la memoria di Norma Cossetto e dopo il grande risultato ottenuto a Siena con l’intitolazione del Parco di fronte alla caserma Bandini – continua la nota dell’Associazione – segnaliamo come le istituzioni di ben **dieci località della provincia di Siena** non abbiano preso alcuna decisione in merito, o ancor peggio, in molti casi non abbiano neanche effettuato una discussione”.

Il riferimento è a un processo di **abdicazione civile**, in cui l’irrobustimento del ricordo è sostituito da un’astensione gestuale, come se il compito delle istituzioni fosse solo quello di non disturbare il sonno delle coscienze.

La storia di Norma Cossetto e il silenzio degli amministratori

“Evidentemente la storia di una povera ragazza torturata, seviziata e violentata molteplici volte dai banditi delle formazioni comuniste jugoslave – prosegue il comunicato – ancora fa paura agli scarti umani del Partitone locale, se neanche il conferimento della Medaglia d’Oro al Valor Civile da parte del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi riesce ad evitare che certi consiglieri comunali non mostrino il proprio squallore definendo la vicenda come ‘poco chiara’”.

Il riferimento a Norma Cossetto non è solo un appello emotivo, ma un’affermazione di **verità storica**: dopo le sue torture e la morte, la sua storia è stata restituita alla coscienza pubblica come simbolo di ciò che l’illegalità ideologica può produrre quando si traveste da giustizia.

L’Associazione richiama all’attenzione il fatto che, in molti comuni, la memoria di Norma Cossetto viene ancora **ignorata, reticente o relativizzata**, come se il suo nome fosse un carico di colpa piuttosto che un’eredità di consapevolezza da custodire.

“Chiediamo inoltre – termina Marzio Fucito – al Sindaco ed alle istituzioni di Castelnuovo Berardenga di censurare il comportamento inappropriato del proprio consigliere di maggioranza e di scusarsi con il popolo italiano e con Norma Cossetto intitolandole un piccolo angolo del proprio Comune”.

Questa richiesta non è solo simbolica; è un invito a **rimettere in discussione lo spazio civico**: le vie, le piazze, i giardini, i parchi, non sono solo superfici funzionali, ma contenitori di memoria e identità collettiva.

Elenco dei Comuni interessati

Il comunicato dell’Associazione CulTrale Il Selvaggio ricorda i Comuni nei quali è stata **protocollata a mano la richiesta** il 7 ottobre 2019:

  • Sovicille
  • Monteroni d’Arbia
  • Murlo
  • Buonconvento
  • Castelnuovo Berardenga
  • San Quirico d’Orcia
  • Sarteano
  • Torrita di Siena
  • Chianciano Terme
  • Cetona
  • Siena

Il testo originale prosegue osservando come, a distanza di anni, la **risposta amministrativa** sia ancora scarsa o inesistente: molti consigli comunali hanno preferito il silenzio diplomatico alla responsabilità di rendere pubblico il ricordo di Norma Cossetto, evitando ogni dibattito in aula e lasciando il tema inerti nei cassetti burocratici.

Il Giorno del Ricordo, così, è diventato per molti un’occasione per non ricordare, ma per **mantenere il silenzio**, come se il passato più doloroso fosse un problema di comunicazione anziché un dovere di coscienza.

Conclusione: il compito del ricordo civico

Il ricordo come atto politico

Il messaggio di “Il Selvaggio” è chiaro e diretto: l’obbligo del ricordo non è solo un fatto di **etica storica**, ma di **respiro civico**. Le istituzioni, a qualunque livello, non possono scegliere se il ricordo di Norma Cossetto sia “fastidioso” o “inopportuno”: il loro compito è di garantire che la memoria di chi è stato vittima non venga cancellata da una morfologia burocratica.

In un’epoca in cui la memoria è esposta a un’uso politizzante e strumentale, la richiesta di intitolare un’area pubblica a Norma Cossetto è un gesto di **austerità simbolica**: una via, un parco, un’area verde intitolata a una giovane infoibata diventano uno spazio concreto in cui il passato non si trasforma in un’immagine astratta, ma resta radicato nel presente.

Il comunicato dell’Associazione Culturale Il Selvaggio è, dunque, una **chiamata a responsabilità** rivolta soprattutto a chi gestisce il potere locale: dove il ricordo vacilla, il dovere di intervenire non può cedere al pragmatismo silenzioso, ma deve assumere il compito di **rendere visibile la memoria**.

“La memoria è un lavoro, non un’emozione” – recita una celebre frase di **Primo Levi**. Il lavoro necessario è quello di intitolare, commemorare, discutere, e non più nascondere il proprio sguardo dietro l’argomento che qualcosa sia “poco chiaro” o “troppo pesante” da affrontare.

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