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Amerigo Grilz

Memoria · Omaggio · 26 maggio 2026

Il ricordo di un uomo

Amerigo Grilz — giornalista, fotoreporter, testimone. Trieste, 1 ottobre 1954 — Sofala, Mozambico, 19 maggio 1987.

· Circolo culturale Il Selvaggio — Siena

L'uomo prima del giornalista

Ricordare Amerigo Grilz significa rammentare a noi stessi la differenza che intercorre tra pensiero e azione, tra teoria e pratica. Lui — fascista triestino di origini slovene, figlio di genitori esuli istriani — era cresciuto e diventato uomo immerso nel mito del coraggio e dell'azione.

Un coraggio dimostrato cento volte nello scontro di strada, nella sfida al sistema e contro una cultura dominante che negava a lui e a un intero popolo il diritto di rivendicare la storia dei confini orientali e del sangue versato per l'integrità di quel pezzo d'Europa strappato all'Italia e consegnato nell'indifferenza del mondo.

Amerigo Grilz nacque a Trieste il 1° ottobre 1954 da una famiglia di esuli istriani. Militante del Fronte della Gioventù negli anni della violenza ideologica, conobbe la persecuzione sia da parte delle forze dell'ordine che delle formazioni armate comuniste. Non arretrò mai. Comprese invece che la sua causa aveva confini immensi — ovunque si combattesse per la sua idea del mondo.

La scelta del reportage militante

Intuì di poter offrire un contributo importante come giornalista e fotoreporter militante. Divenne testimone di molti fronti bellici, portando la macchina fotografica dove altri non osavano arrivare — non per avventura, ma per convinzione. Ogni scatto era un atto politico, ogni articolo una testimonianza al servizio di popoli che il mainstream ignorava o distorceva.

I fronti di una vita

  • Afghanistan Documentò la guerra di liberazione del popolo afgano dall'invasione sovietica, schierandosi con i mujaheddin contro l'occupazione comunista.
  • Libano Testimoniò l'attacco contro il Libano e documentò lo scontro sanguinoso tra Drusi e Maroniti, in un conflitto che il mondo faticava a leggere senza filtri ideologici.
  • Etiopia Portò alla luce l'oppressione del regime comunista di Menghistu ai danni del popolo etiope, in anni in cui quella tragedia era sistematicamente rimossa dall'informazione occidentale.
  • Mozambico Seguì il conflitto tra FRELIMO e RENAMO nella provincia di Sofala. Fu qui, il 19 maggio 1987, che un proiettile lo uccise — come un guerriero qualsiasi, sul campo che aveva scelto.
Amerigo Grilz riposa ai piedi di un grande albero di Mutondo, a circa cinquanta chilometri dal luogo del suo sacrificio, nella provincia di Sofala, Mozambico.

Il lascito e il tempo presente

Oggi avrebbe 72 anni. E noi, ancora vivi, avremmo un grande bisogno di uomini del suo stampo in questo tempo disperato. Ma comprendiamo che le testimonianze, gli esempi più alti, chiudono spesso troppo presto la partita — e quasi sempre con il sapore del sangue in bocca.

Resta la sua opera. Restano le fotografie, gli articoli, i frame di pellicola impressionata su fronti che il mondo preferiva non vedere. Resta la prova che si può essere giornalisti senza rinunciare a essere uomini — e uomini senza rinunciare a credere in qualcosa.

Posso dire che ho cercato di essere sempre autentico in ciò che esprimevo, conservando nel cuore la speranza che questi miei scritti vagabondi possano, un giorno, servire a qualcosa.

Amerigo Grilz · Trieste, 1954 — Sofala, 1987

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