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La recensione di oggi.

Recensione letteraria · Presentato presso Il Selvaggio, Siena · 14 dicembre

Nascosti tra le foglie

Franco Nerozzi — Altaforte Edizioni

Autore Franco Nerozzi
Editore Altaforte Edizioni
Genere Romanzo-diario
Pagine ~350

Tra i quattro libri presentati nelle conferenze dell'Associazione Il Selvaggio, uno si distingue con la forza silenziosa di chi non ha bisogno di alzare la voce: Nascosti tra le foglie di Franco Nerozzi. Un romanzo — e insieme un diario, e insieme una testimonianza — che rispecchia con precisione rara l'anima profonda di questa realtà senese: la difesa dei popoli dimenticati, la memoria come atto di resistenza, l'azione concreta come risposta alla retorica vuota.

"Leggere la penna di Franco Nerozzi è come sentir parlare un bambino, che non può che dire la verità perché ancora non sa cosa sia la menzogna."

Nerozzi costruisce un'architettura narrativa doppia, forse tripla. Un romanzo d'avventura scorre in parallelo con le pagine autentiche di un diario personale, che inizialmente appaiono distanti dalla finzione, poi vi confluiscono con la forza irresistibile della verità. È una forma che conosce la propria audacia: rifiuta la facilità del memoir puro e la comodità del romanzo distaccato. Invece fonde i due registri — il vissuto e l'immaginato — in un unico organismo narrativo dove la realtà storica affiora con la prepotenza di chi ha ragione.

La lingua è scarnificata, diretta, senza ornamenti superflui. Qualcuno lo ha definito "un haiku di 350 pagine", e la formula è felice: ogni parola porta il peso specifico dell'esperienza, non l'artificio dello stile.

Nerozzi parte dall'Afghanistan della guerra fredda, dove a ventidue anni raggiunge i Mujaheddin del Panjshir e incrocia la figura luminosa di Ahmad Shah Massoud, il Leone che sapeva che la sua guerra era più alta di quella materiale che stava combattendo. Poi l'Africa. Poi la Birmania, e il popolo Karen — protagonista del romanzo, piccolo popolo asiatico che si batte nella giungla contro l'oppressione del governo birmano e contro affaristi senza scrupoli. Una lotta antica, invisibile ai media, ignorata dalla diplomazia dei potenti.

È qui che il libro diventa qualcosa di più di un romanzo: Nerozzi non si limita a raccontare. Nei distretti dello Stato Karen, dove opera da decenni, ha contribuito a costruire scuole, cliniche, villaggi, pozzi, coltivazioni. La parola scritta è la traccia di un'azione concreta — esattamente come Il Selvaggio, che non lascia la cultura nei salotti ma la traduce in pale nel fango e parchi dedicati a Norma Cossetto.

C'è un filo sottile ma resistente che lega questo libro all'identità de Il Selvaggio. Entrambi riconoscono che certi popoli — i Karen in Birmania, gli Armeni nel Caucaso, gli Italiani delle foibe — vengono cancellati non solo dalla violenza, ma dal silenzio che la circonda. Entrambi credono che ricordare non sia nostalgia: sia igiene morale. Entrambi scelgono la testimonianza diretta — il giornalista che è andato a vedere la guerra con i propri occhi, l'associazione che è scesa con gli stivali nel fango di Siena — come antidoto alla falsificazione comoda.

Nerozzi chiude il suo libro con una preghiera agli Dèi, chiedendo loro di vegliare su quei giovani che sceglieranno la lotta per la giustizia come loro unico sentiero: coloro che imboccheranno la via del samurai, nascosti tra le foglie. Il titolo rivela allora la sua terza dimensione: Hagakure, in giapponese, significa proprio questo. Non la fuga nel fogliame, ma l'elezione di una via interiore che permette di agire nel mondo senza essere corrotti dal mondo.


In sintesi

Nascosti tra le foglie è il libro giusto per chi crede che la letteratura debba costare qualcosa a chi la scrive, e dare qualcosa a chi la legge. Non un esercizio stilistico ma una confessione d'azione: il racconto di un uomo che ha scelto di stare dalla parte di chi non ha voce, e che ha usato la parola come continuazione di quella scelta con altri mezzi. Per Il Selvaggio, che si è sempre battuto perché certi capitoli della memoria non cadano nell'oblio, è una lettura necessaria.

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