Lo schiaffo del Quirinale alla difesa legittima: per lo Stato l'onesto cittadino deve solo subire
La burocrazia contro il popolo: Mattarella ferma Nordio e blinda la condanna del gioielliere Roggero
Ancora una volta, le alte stanze del potere si schierano contro l'Italia che lavora, che rischia e che si difende. Il diktat con cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha gelato l'iniziativa del Guardasigilli Nordio sulla grazia a Mario Roggero non è solo uno scontro istituzionale. È un preciso segnale ideologico: la difesa della propria vita e dei propri sacrifici, in questa Repubblica fondata sulle scartoffie, viene considerata un crimine peggiore della rapina.
Mentre i criminali proliferano nelle nostre strade e le Forze dell'Ordine sono legate da leggi iper-garantiste per i delinquenti, l'unico vero pugno di ferro viene mostrato contro chi non ci sta a fare la vittima sacrificale. Il Quirinale si barrica dietro la "sentenza n. 200 del 2006", sventolando i cavilli della Consulta per rivendicare una prerogativa esclusiva che sa di monarchico assolutismo. Ci dicono che la grazia è un atto umanitario, ma l'umanità per chi ha subito il terrore di una pistola puntata in faccia dove è finita?
Liquidare la legittima disperazione di un popolo e la solidarietà dei cittadini come "propaganda politica" è l'ennesima scarsa dimostrazione di quanto le élite siano distanti dal mondo reale. Mario Roggero non è un criminale da rieducare: è un cittadino abbandonato dallo Stato che ha dovuto scegliere tra la vita e la sottomissione. Fermare l'istruttoria del Ministero significa ribadire un principio agghiacciante: per le istituzioni di questa nazione, il diritto del delinquente a farla franca supera sempre il diritto dell'onesto a difendersi.
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