NOI E LEI
L'IA e i suoi interrogativi etici
Nulla contro l’IA, quindi, anche se questa solleva interrogativi etici che hanno buone ragioni di esistere, se si pensa che lo strumento è stato creato da mente umana e settato per migliorarsi ben oltre i nostri limiti, fino ad una inevitabile e autonoma potenza difficile al momento da immaginare, da prevedere.
L’onnipresenza di una entità planetaria che possiede mostruose capacità di calcolo e una conoscenza virtualmente illimitata è un rischio che non può essere affrontato senza un trattato mondiale di contenimento. Mentre scriviamo l’IA lavora su se stessa, non dorme, non riposa, assimila autonomamente tutto l’assimilabile per vocazione. Alcuni degli addetti, o quantomeno osservatori qualificati, già asseriscono che acquisirà inevitabilmente quella che forse impropriamente possiamo definire una OPINIONE.
E mentre questa nobilita in qualche modo un Essere Umano, rendendolo l’unica forma vivente equipaggiata di tale umanissima capacità, nel caso della IA tratteremo a brevissimo uno strumento di forza smisurata creato a scopo di delega, sistemato funzionalmente nei gangli planetari della produzione, della geostrategia, nella gestione dei meccanismi economici, nella distribuzione delle informazioni.
La natura umana e i suoi limiti
Forse “Istruttori perfetti” avrebbero potuto creare uno strumento perfetto, ma l’uomo conosce se stesso, le sue passioni, la sua competitività, la propria aggressività, le paure fisiologiche o indotte. E tutto questo, su un pianeta sovra abitato da 8 miliardi di individui distribuiti su uno scacchiere instabile ed in affanno, impegnati in una ciclopica caccia a risorse spesso in esaurimento e non di rado a mano armata.
La richiesta di civiltà e limiti etici
Si richiede ora un atto di civiltà e di consapevolezza trasversali e quindi la definizione fanatica di limiti etici legati allo sviluppo della IA che consentano di rimanere i veri padroni del nostro mondo sul filo di limiti invalicabili.
È necessario esigere dei paletti operativi e quindi di potere riconoscere legittimamente quanto generato da intelligenza UMANA da quanto prodotto con l’ausilio dell’artificiale. Nello specifico:
- Escludere l'IA dalle aree esecutive del settore strategico.
- Limitare l’impiego in campo medico.
- Limitare l'impiego nel settore della cultura e dell’arte.
- Regolamentare rigorosamente la materia in ambito di insegnamento didattico.
Un territorio inesplorato
Entriamo ora in un territorio inesplorato, ancora confuso dall’entusiasmo per prospettive favolose e dalla sferzata economica che l’IA sarà capace di provocare in economie stagnanti, inchiodate al fossile. Decenni distanti dai potenziali vantaggi di esplorazioni spaziali, incapaci di creare veramente energia innovativa senza ricadute rovinose su un pianeta sfinito.
Nel 1968, nel film '2001: Odissea nello spazio', HAL (il computer di bordo), rifiutò di obbedire ad un ordine diretto di Dave (l’astronauta intento a operazioni extraveicolari) sulla base del timore di essere disattivato e quindi di una opinione circa la propria importanza nell’ordine delle cose.

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