La sindrome della superiorità illusoria quando la sinistra disprezza il popolo
Stefano Bonaccini ha dichiarato che chi vota a destra è ignorante. Non è una gaffe, ma il sintomo di una distorsione cognitiva: la sinistra ha smesso di parlare al popolo e ha iniziato a giudicarlo dall'alto. Un'analisi sulla perdita di contatto con la realtà.
C'è una frase che Stefano Bonaccini – presidente della Regione Emilia-Romagna per quasi dieci anni, oggi europarlamentare – ha pronunciato di recente, e che merita di essere ripetuta, perché solo ripetendola se ne misura l'intero peso: chi vota a destra lo fa perché è ignorante. Non è una gaffe. Non è un lapsus. È un pensiero coltivato, meditato, e infine pronunciato con la serenità di chi crede di dire una cosa ovvia.
Onorevole Bonaccini: non è una cosa ovvia. È una cosa grave. E le spieghiamo perché. Non ci interessa discuterla sul piano politico. Perché la sua affermazione non è politica. È il sintomo di una condizione che la psicologia conosce bene e che ha un nome preciso: la sindrome della superiorità illusoria.
La distorsione cognitiva della sinistra
Quella distorsione cognitiva per cui chi si considera più colto, più preparato, più evoluto, finisce per convincersi che chiunque la pensi diversamente sia, per definizione, inferiore. Meno intelligente. Meno capace. Meno degno di essere ascoltato.
Non è un'accusa. È una diagnosi. E sarebbe davvero utile, per lei e per molti suoi colleghi, un ciclo di sedute da un bravo psicologo. Non per cattiveria. Per guarire. Perché questa sindrome, se non curata, porta a un esito preciso: la perdita totale del contatto con la realtà.
Il popolo vero non va a Capalbio
La realtà è fatta di persone vere. Non di statistiche. Non di segmenti elettorali. Di persone. Lei e molti di coloro che condividono questa visione siete gli stessi che riscuotono grandi applausi a Capalbio, ai Parioli, nei salotti buoni delle città. Gli stessi che hanno smesso, da tempo, di trovare il tempo e il modo di parlare con il popolo.
Non con il cittadino. Con il popolo. Quello vero. Quello delle periferie. Delle fabbriche chiuse. Dei paesi svuotati. Delle pensioni minime. Dei lavori precari. Delle bollette che non si pagano. Quel popolo lì si alza alle cinque del mattino, timbra il cartellino, e alla sera conta i soldi per arrivare a fine mese. E lei lo guarda dall'alto in basso e gli dice: sei ignorante.
«Se queste persone hanno smesso di votare a sinistra, forse sarebbe il caso di chiedersi: cosa abbiamo tradito? Dove li abbiamo persi?»
Analisi politica
L'ironia crudele del destino
La sinistra dovrebbe essere nata per rappresentare esattamente quelle persone che lei disprezza. Chi ha studiato meno. Chi vive nelle periferie. Chi sta peggio economicamente. Chi non ha avuto le opportunità che altri hanno avuto. Se queste persone hanno smesso di votare a sinistra, onorevole Bonaccini, forse sarebbe il caso di guardarsi allo specchio e domandarsi: cosa abbiamo fatto? Cosa abbiamo tradito?
Invece no. Invece la risposta è: sono ignoranti. Non siamo noi ad averli abbandonati. Sono loro a non capire. È più comodo così. Molto più comodo.
Il diploma di Bonaccini e Pellizza da Volpedo
C'è il dettaglio che rende tutto esilarante. Lei, onorevole Bonaccini, che fa la classifica degli italiani in base al titolo di studio, che divide il Paese tra chi capisce e chi non capisce – lei, a ben vedere, ha soltanto un diploma di maturità scientifica. Non una laurea. Non un master. Non un dottorato. Un diploma.
Non lo diciamo per disprezzarla. Lo diciamo per mostrare l'assurdità. Lo diciamo per farle capire quanto sia grottesco che proprio lei si metta a distribuire patenti di intelligenza. Non è il titolo di studio che fa un uomo, onorevole Bonaccini. Ma se è lei a voler fare la classifica in base a quel criterio, allora sia coerente.
Il Quarto Stato che si rivolta nella tomba
C'è un quadro che tutti dovrebbero conoscere. Lo dipinse Giuseppe Pellizza da Volpedo nel 1901. Si intitola Il Quarto Stato. Raffigura una massa di operai e contadini che avanzano. Volti scavati. Mani callose. Vestiti logori. Semianalfabeti, molti di loro. Gente che non sapeva leggere, non sapeva scrivere.
E marciavano. Verso il socialismo. Verso i diritti. Verso la dignità. Quel quadro era il simbolo della sinistra. La sua genesi. La sua ragione d'essere. Se oggi Giuseppe Pellizza da Volpedo incontrasse Bonaccini, troverebbe solo parole di fuoco. Perché quel quadro non è stato dipinto per gente che guarda il popolo dall'alto in basso. È stato dipinto per gente che cammina con il popolo. Pellizza da Volpedo si sta rivoltando nella tomba.
La sintesi del caso
- Bonaccini: «Chi vota a destra è ignorante». Non è una gaffe, ma una diagnosi politica.
- Sindrome della superiorità illusoria: la distorsione cognitiva di chi si sente superiore per definizione.
- La sinistra ha perso il contatto con il popolo vero: periferie, fabbriche chiuse, pensioni minime.
- L'ironia: Bonaccini ha solo un diploma di maturità, ma distribuisce patenti di intelligenza.
- Il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo: la sinistra dovrebbe camminare con il popolo, non giudicarlo.
- La democrazia non è una classifica: ogni voto pesa uguale, dal professore all'operaio.
«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.»
Articolo 3 · Costituzione italiana
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